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Quando si parla di esseri umani, siamo abituati a distinguere tra destrimani e mancini. Molte persone, infatti, hanno una mano dominante che utilizzano con più facilità per scrivere, mangiare o svolgere attività quotidiane. Ma pochi sanno che anche i cavalli possono avere una lateralità, cioè una preferenza naturale per un lato del corpo.

Questo aspetto è poco conosciuto nel mondo dell’equitazione, ma può influenzare il lavoro del cavallo, l’addestramento e persino il modo in cui il cavallo si muove sotto la sella.

Cos’è la lateralità nei cavalli

La lateralità è un fenomeno studiato in diverse specie animali e rientra nel campo dell’Etologia, la disciplina che analizza il comportamento degli animali.

Nei cavalli, la lateralità significa che l’animale può avere una preferenza naturale per un lato del corpo, proprio come gli esseri umani preferiscono una mano rispetto all’altra.

Questo si può manifestare in diversi modi:

  • una maggiore facilità a piegarsi da un lato
  • una preferenza nel partire al galoppo con un determinato piede
  • una maggiore stabilità quando gira da una parte
  • una maggiore rigidità dall’altro lato

In pratica, il cavallo può risultare più sciolto e coordinato da una parte del corpo rispetto all’altra.

Perché succede

La lateralità nei cavalli è collegata al funzionamento del cervello e alla specializzazione dei due emisferi cerebrali. Questo fenomeno è legato alla Lateralizzazione cerebrale, che esiste in molte specie animali.

In parole semplici, ogni emisfero del cervello tende a gestire alcune funzioni in modo predominante. Questa organizzazione può portare l’animale a preferire un lato del corpo per alcune attività.

Gli studi suggeriscono che questa preferenza può essere influenzata da diversi fattori:

  • genetica
  • sviluppo durante la crescita
  • esperienze vissute dal cavallo
  • addestramento

Come si riconosce un cavallo “destrorso” o “mancino”

Osservando attentamente un cavallo, è possibile individuare alcuni segnali che indicano una lateralità.

Ad esempio, molti cavalli:

  • piegano meglio da un lato durante il lavoro in tondino o alla corda
  • preferiscono partire al galoppo sempre con lo stesso piede
  • hanno un lato più muscoloso o più forte
  • tendono a incurvarsi più facilmente da una parte

Un cavallo che fatica a piegarsi a sinistra, per esempio, potrebbe avere una naturale preferenza per il lato destro.

Questo non significa che il cavallo non possa lavorare bene su entrambi i lati, ma semplicemente che uno dei due richiederà più lavoro per sviluppare equilibrio e flessibilità.

L’importanza della lateralità nell’equitazione

Comprendere la lateralità del cavallo può essere molto utile nel lavoro quotidiano.

Spesso i cavalieri notano che il cavallo:

  • è più morbido su una mano
  • fatica a mantenere l’equilibrio sull’altra
  • tende a “cadere sulla spalla” sempre nello stesso lato

Questi comportamenti non sono necessariamente problemi di addestramento: possono essere semplicemente il risultato della naturale asimmetria del cavallo.

Per questo motivo, nel lavoro in piano e nel dressage si presta molta attenzione agli esercizi che aiutano a sviluppare equilibrio e simmetria, come:

  • cambi di direzione frequenti
  • lavoro su cerchi e serpentini
  • esercizi di flessione e controflessione
  • transizioni

Con il lavoro corretto, il cavallo può diventare sempre più equilibrato e utilizzare entrambi i lati del corpo in modo armonioso.

Anche il cavaliere ha una lateralità

Un aspetto curioso è che anche il cavaliere ha spesso una propria lateralità. Molti cavalieri sono più forti con una gamba o con una mano, oppure tendono a sedersi in modo leggermente sbilanciato.

Quando la lateralità del cavallo e quella del cavaliere si combinano, possono nascere piccole difficoltà nel lavoro. Per esempio, un cavaliere più forte con la gamba destra potrebbe accentuare la rigidità di un cavallo che ha già difficoltà a piegarsi da quel lato.

Per questo motivo, molti istruttori lavorano molto anche sulla consapevolezza del cavaliere, aiutandolo a sviluppare maggiore equilibrio e precisione negli aiuti.

Un cavallo naturalmente asimmetrico

È importante ricordare che il cavallo non nasce perfettamente simmetrico. Proprio come accade negli esseri umani, una certa asimmetria è completamente normale.

Il compito dell’addestramento non è eliminare completamente questa differenza, ma aiutare il cavallo a sviluppare forza, equilibrio e coordinazione su entrambi i lati.

Comprendere la lateralità del cavallo permette quindi di lavorare in modo più intelligente, rispettando le caratteristiche naturali dell’animale e migliorando progressivamente la qualità dei suoi movimenti.

Un dettaglio poco conosciuto ma molto interessante

La lateralità nei cavalli è un tema affascinante che dimostra ancora una volta quanto questi animali siano complessi e sensibili. Osservando con attenzione il proprio cavallo, molti cavalieri scoprono dettagli sorprendenti sul suo modo di muoversi, di reagire e di lavorare.

Capire se il proprio cavallo è più “destrorso” o “mancino” non è solo una curiosità: può diventare uno strumento prezioso per migliorare la comunicazione tra cavallo e cavaliere e rendere il lavoro più efficace e armonioso.