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Sembra incredibile, ma è vero: i cavalli sono in grado di percepire le nostre emozioni… anche attraverso l’olfatto.
Non parliamo di magia, ma di una capacità evolutiva sviluppata per garantire la sopravvivenza del branco.

Come funziona?

I cavalli possiedono un organo chiamato organo vomeronasale (o organo di Jacobson), situato nel palato. Questo sistema sensoriale è altamente specializzato per rilevare feromoni e segnali chimici emessi da altri animali — e da noi umani.

Quando un cavallo fa la tipica smorfia con il labbro sollevato (la flehmen response), non sta ridendo: sta “aspirando” molecole per analizzarle meglio. E sì, questo include anche il tuo odore… quando sei nervoso, impaurito o rilassato.

Riconosce la paura?

Sì. Studi scientifici hanno dimostrato che i cavalli reagiscono in modo diverso quando entrano in contatto con persone che provano emozioni forti:

  • In presenza di paura o ansia, tendono a irrigidirsi o diventare più diffidenti.
  • Quando percepiscono calma e serenità, si rilassano più facilmente.

Questo non significa che leggano nel pensiero — ma che sentono il nostro linguaggio invisibile: postura, tensione muscolare, battito cardiaco… e anche l’odore della nostra sudorazione.

Cosa significa per chi monta?

Essere consapevoli del proprio stato emotivo è fondamentale quando si lavora con un cavallo. Non puoi fingere sicurezza: lui la “fiuta”.
Per questo motivo, i cavalli sono anche usati nella pet therapy e nella riabilitazione emotiva: perché sanno riconoscere e rispecchiare ciò che proviamo, aiutandoci a prendere coscienza di noi stessi.

In sintesi

Lo sapevi che… quando entri in scuderia, il tuo cavallo sa già che tipo di giornata hai avuto?
Forse non sa leggere i messaggi sul tuo telefono, ma sente benissimo il tuo umore. E se ti fidi di lui, spesso te lo restituisce con calma, ascolto e… una bella annusata amichevole.