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C’è una frase che chi va a cavallo pronuncia almeno una volta alla settimana.

“Faccio solo un salto in scuderia… torno tra un’oretta.”

Spoiler: non succede mai.

Quella che doveva essere una visita veloce si trasforma, quasi sempre, in un pomeriggio intero. E la cosa più divertente è che nessuno sa spiegare davvero come siano passate quattro ore.

O forse sì…

“Do solo una carezza al cavallo…”

Arrivi in scuderia con le migliori intenzioni.

“Entro, saluto il cavallo, controllo che sia tutto a posto e torno a casa.”

Apri il box.

Lui ti guarda.

Tu lo guardi.

Parte una sessione infinita di coccole.

Cinque minuti diventano venti.

E sei ancora lì a grattargli quel punto dietro le orecchie che gli piace tanto.

“Già che ci sono gli do una spazzolata…”

Tanto ci vogliono dieci minuti.

Poi però noti una macchia.

Poi un’altra.

Poi decidi di pulire anche la coda.

Già che ci sei sistemi la criniera.

Poi gli zoccoli.

E improvvisamente il tuo cavallo sembra pronto per una sfilata… mentre tu sei coperto di pelo dalla testa ai piedi.

L’amico della scuderia

Stai finalmente per andare.

Poi incontri un altro cavaliere.

“Come va?”

Errore.

Perché quella semplice domanda si trasforma in una conversazione su:

  • l’ultimo concorso;
  • il nuovo fieno;
  • il maniscalco;
  • il veterinario;
  • le mosche;
  • il meteo;
  • le selle;
  • e, naturalmente, i cavalli.

Quarantacinque minuti dopo siete ancora lì.

“Faccio un giro di cinque minuti”

Mai fidarsi di questa frase.

Sali in sella con l’idea di fare due passi.

Il cavallo è rilassato.

La giornata è bella.

“Già che ci sono faccio un giretto nel campo…”

Poi provi anche qualche esercizio.

Poi un’altra transizione.

Poi una passeggiata.

Ed ecco che un giro di cinque minuti è diventato un allenamento completo.

Il cavallo ha altri programmi

Quando finalmente decidi di tornare a casa…

Il cavallo vuole mangiare.

Poi bere.

Poi rotolarsi.

Poi ricevere un’altra dose di coccole.

E tu, ovviamente, non hai il coraggio di interromperlo.

“Adesso vado davvero”

Questa è probabilmente la bugia più famosa del mondo dell’equitazione.

La pronunci almeno tre volte.

Poi torni indietro perché hai dimenticato il cap.

Poi controlli se il box è chiuso.

Poi fai un’ultima foto.

Poi un’altra.

Perché la luce è perfetta.

A casa arriva sempre la stessa domanda

Quando finalmente rientri…

La famiglia ti guarda.

L’orologio anche.

E qualcuno ti chiede:

“Ma non dovevi fare solo un salto in scuderia?”

Tu rispondi con assoluta convinzione:

“Sì… infatti!”

Nessuno ti crede.

Il bello della scuderia è proprio questo

La verità è che il tempo trascorso in scuderia non è fatto solo di equitazione.

È fatto di risate.

Di amici.

Di mani sporche di terra.

Di pantaloni pieni di pelo.

Di chiacchiere infinite.

Di quel momento in cui il tuo cavallo appoggia il muso sulla tua spalla e, all’improvviso, tutte le preoccupazioni della giornata sembrano sparire.

Per questo quattro ore passano senza accorgersene.

Perché la scuderia, per molti di noi, non è semplicemente un posto dove andare a montare.

È una seconda casa.

Ed è anche il motivo per cui continueremo a dire, con la massima convinzione:

“Faccio solo un salto in scuderia…”

…sapendo benissimo come andrà a finire!