L’estate è la stagione delle lunghe giornate in scuderia, delle passeggiate al tramonto e delle uscite in campagna. Ma quando le temperature salgono oltre i 30 °C e vengono diramate allerte canicola, come è accaduto più volte quest’estate in Ticino, il benessere del cavallo deve diventare la nostra assoluta priorità.
I cavalli sono animali straordinariamente resistenti, ma il caldo intenso rappresenta una delle condizioni climatiche più impegnative per il loro organismo. Sapere come gestire il lavoro, l’alimentazione, l’idratazione e la permanenza al paddock può fare davvero la differenza.
Come il caldo influisce sul cavallo
Il cavallo regola la propria temperatura principalmente attraverso la sudorazione. Quando fa molto caldo produce grandi quantità di sudore per disperdere il calore corporeo. Insieme al sudore, però, perde anche acqua ed elettroliti fondamentali come sodio, potassio e cloro.
Se queste perdite non vengono compensate, possono comparire:
- disidratazione;
- affaticamento precoce;
- calo delle prestazioni;
- crampi muscolari;
- colpo di calore nei casi più gravi.
L’umidità elevata rende la situazione ancora più difficile, perché rallenta l’evaporazione del sudore e quindi il raffreddamento naturale del corpo.
I segnali da non sottovalutare
Ogni proprietario dovrebbe imparare a riconoscere i primi sintomi di un cavallo in difficoltà.
Tra i segnali più comuni troviamo:
- respirazione molto accelerata che non torna normale dopo il lavoro;
- sudorazione eccessiva oppure, al contrario, assenza di sudore;
- apatia e poca voglia di muoversi;
- frequenza cardiaca elevata per molto tempo;
- mucose secche;
- andatura incerta;
- temperatura corporea superiore ai 39 °C.
Se il cavallo appare confuso, debole o fatica a respirare è necessario interrompere immediatamente ogni attività, iniziare il raffreddamento e contattare il veterinario.
Acqua: la migliore alleata
Può sembrare banale, ma l’acqua è il primo strumento per prevenire i problemi legati al caldo.
Un cavallo adulto può bere normalmente tra i 25 e i 50 litri al giorno, ma durante una forte ondata di calore il fabbisogno può aumentare sensibilmente, arrivando anche a oltre 60 litri, soprattutto se lavora.
Per questo motivo è importante:
- lasciare sempre acqua fresca e pulita a disposizione;
- controllare più volte al giorno gli abbeveratoi;
- verificare che il cavallo stia effettivamente bevendo;
- portare acqua durante trasporti e concorsi.
Molti cavalli bevono più volentieri se l’acqua non è gelida ma semplicemente fresca.

Quando è meglio cavalcare?
L’orario fa una differenza enorme.
Le fasce migliori sono:
- la mattina presto, possibilmente prima delle 9;
- la sera, dopo il tramonto o comunque quando la temperatura ha iniziato a diminuire.
Nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 18, sarebbe preferibile evitare il lavoro, soprattutto se il sole è diretto e l’umidità è elevata.
Anche il terreno molto caldo può aumentare l’affaticamento del cavallo.
Come modificare il lavoro
Durante la canicola non è il momento di cercare nuovi record.
Conviene:
- ridurre durata e intensità dell’allenamento;
- inserire pause frequenti;
- privilegiare esercizi tecnici piuttosto che lavori molto intensi;
- scegliere percorsi ombreggiati se si esce in passeggiata.
Ogni cavallo reagisce in modo diverso al caldo. Età, razza, stato di forma e condizioni di salute incidono moltissimo sulla capacità di sopportare le alte temperature.

Raffreddare il cavallo nel modo corretto
Per molti anni si è creduto che fosse meglio bagnare poco il cavallo per evitare uno “shock termico”. Oggi sappiamo che, nei cavalli surriscaldati, è importante raffreddare il corpo rapidamente.
Il metodo più efficace consiste nel:
- bagnare abbondantemente il cavallo con acqua fresca (non necessariamente ghiacciata);
- concentrarsi su collo, torace, spalle e grandi masse muscolari;
- eliminare l’acqua calda con un nettasudore;
- ripetere più volte la procedura.
L’acqua che rimane sul corpo si scalda rapidamente. Toglierla permette all’acqua fresca successiva di continuare il raffreddamento.
Una volta terminato, lasciare il cavallo in un luogo ventilato e all’ombra.
Ombra e ventilazione
Se il cavallo vive al paddock, è fondamentale che disponga sempre di una zona ombreggiata naturale o artificiale.
In box è importante favorire la circolazione dell’aria:
- finestre aperte in sicurezza;
- buona ventilazione;
- ventilatori installati correttamente, senza dirigere getti troppo forti direttamente sull’animale.
Una scuderia fresca è molto più confortevole di un ambiente chiuso e afoso.

Attenzione agli insetti
Caldo e umidità significano anche mosche, tafani e zanzare.
Per ridurre il fastidio si possono utilizzare:
- maschere antimosche;
- coperte leggere anti-insetto, se ben tollerate;
- repellenti specifici;
- pulizia frequente della lettiera e delle aree circostanti.
Un cavallo continuamente infastidito dagli insetti spreca energie e vive uno stress maggiore.
L’alimentazione cambia?
In generale il fieno rimane sempre la base dell’alimentazione.
Nei periodi molto caldi può essere utile:
- dividere il mangime in pasti più piccoli;
- evitare di lasciare alimenti deteriorabili esposti al sole;
- controllare che il fieno non presenti muffe o polvere;
- valutare con il veterinario eventuali integrazioni di elettroliti o minerali.
Anche il sale, disponibile tramite blocco o integrato nella dieta quando indicato, può favorire una corretta idratazione.
Il buon senso resta la regola migliore
Quando arriva la canicola è normale dover modificare la routine. Saltare un allenamento o ridurre il lavoro per qualche giorno non comprometterà la preparazione del cavallo, mentre ignorare il caldo potrebbe avere conseguenze importanti sulla sua salute.
Ascoltare il proprio cavallo, osservare il suo comportamento e adattare le attività alle condizioni climatiche è il segno di una gestione responsabile.

In conclusione
Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense. Per questo è importante imparare ad adattare le nostre abitudini: acqua sempre disponibile, lavoro nelle ore più fresche, recupero adeguato, raffreddamento corretto e tanta attenzione ai segnali che il cavallo ci manda.
Prendersi cura di lui significa anche sapere quando è il momento di rallentare. Perché il benessere viene sempre prima della prestazione, e un cavallo gestito con intelligenza oggi sarà un compagno sano e sereno anche domani.



